COMUNE DI CASALMORANO

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ALBINO GORNO

Albino Gorno nasce nel 1859 da Davide e Giuseppina Berra, quarto figlio e primo maschio della famiglia.
Dal foglio di famiglia del comune di Casalmorano si apprende che Davide Gorno, segretario comunale, e la moglie, entrarono in paese l’1 maggio 1853, provenienti da Albino (Bergamo).
Il padre assunse una duplice carica: come organista e come segretario comunale.
Dal 1859 si susseguirono molti spiacevoli episodi di vertenze tra l’organista Davide Gorno e la fabbriceria della chiesa arcipretale di Casalmorano.
Dopo i numerosi interventi da parte del vescovo Vincenzo Fontana e del subeconomo di Soresina Don Antonio Pedrazzini, la vicenda approdò ad un contratto accettabile di durata triennale con un onorario di 350 lire più l’uso gratuito dell’abitazione con relativa soddisfazione dell’organista.
Successivamente la prima moglie di Davide e di conseguenza madre di Albino, morì nel 1866 nella casa di Vicolo S. Marcello177 lasciando il marito e quattro figli ancora bambini.
Nel cimitero di Casalmorano, murata sul lato destro dall’ingresso, si può leggere ancora la lapide della madre di Albino Gorno:"Giuseppina Berra-Gorno. Per religiose e domestiche virtù distinta, moriva nella speranza dei giusti il dì 14 gennaio 1866-45° di sua età."
In quello stesso 1866, il 23 giugno, il padre Davide si sposa nuovamente con Teresa Bono, una dei due maestri elementari delle scuole del paese.
Da questo secondo matrimonio nasceranno altri sei figli, cinque dei quali a Casalmorano (Giacinto, l’ultimo figlio, nascerà a Milano).
Il 26 marzo del 1876 Davide Gorno presenta alla fabbriceria le sue dimissioni dall’impiego di organista e il 31 dello stesso mese, al sindaco Rigolini, la richiesta di trasferimento nel comune di Milano.
La famiglia risulta in questo periodo composta da nove persone:
Davide risulta maestro di musica e segretario comunale, sua moglie Teresa è maestra comunale, mentre le figlie Clotilde e Elisa sono registrate di condizione civile, Erminia risulta invece essere una suora di carità; Albino uno studente di musica.
Sono esclusi Adele, Romeo e Giulietta Seconda ancora bambini.
Con il trasferimento a Milano, Albino entra nel conservatorio della città per l’anno 1876/77.
La sua carriera scolastica è documentata da innumerevoli cronache della Gazzetta Musicale, che documentava regolarmente notizie riguardanti la vita musicale milanese in generale e in particolare si interessava del conservatorio "G. Verdi".
Anche per l’anno 1878/1879 il nome di Albino compare nell’elenco degli allievi che si meritano particolari distinzioni, ottenendo tra le onorificenze finali, il Diploma superiore con premio finale.
La carriera scolastica di Gorno al conservatorio proseguirà per altri due anni: nell’agosto del 1880 lo ritroviamo per l’ultima volta in un saggio di pianoforte, l’anno successivo uscirà dal conservatorio dopo aver guadagnato tre medaglie e tre diplomi (pianoforte,organo,composizione).
Il 1881 però doveva preparare ben altro per il nostro musicista, facendo convergere la sua strada con quella di un personaggio che già da qualche anno occupava le cronache musicali e mondane di Milano:nel 1877 infatti, la già famosa cantante Adelina Patti era stata scritturata alla Scala per la stagione operistica che l’avrebbe vista impegnata nella Traviata del 1878.
La sua presenza in Italia nei tre anni successivi sarà costante, prima della partenza per gli Stati Uniti, in una tournée che inizierà nel 1881.
Tuttavia, prima di partire per l’America, Adelina Patti si recherà al conservatorio di Milano, alla ricerca di un valido pianista accompagnatore: sembra che la risposta di insegnanti e critici sia stata unanime, se Albino partì quello stesso 1881 al seguito della Patti medesima.
Il primo concerto verrà fissato in data 9 novembre e la cronaca del 13 dello stesso mese informava che qualche giorno prima la regina Margherita si era graziosamente degnata di assistere alla solenne distribuzione di onorificenze ai premiati dell’Esposizione Musicale; la Regina volle di sua mano distribuire i diplomi ai premiati.
Successivamente Albino si trasferì a Cincinnati, quest’ultima divenne per il musicista una secondo patria e i suoi famigliari, che dopo moltissime perdite si erano ridotti ai soli Teresa, Giacinto e Romeo, si stabilirono proprio qui con lui.
Cincinnati divenne un punto fisso per le tournée di alcune fra le più importanti compagnie operistiche europee, tra cui la Strakosch Italian Opera, grazie anche alla presenza di due istituzioni musicali:il Conservatory of Music e il più recente College of Music.
Sarà proprio nel College of music che la carriera di Albino troverà un punto fermo:uno dei due fondatori, Gorge Nichols, era in quegli anni alla ricerca di insegnanti validi per perseguire il fine per il quale era nato il College, quello cioè di organizzare una scuola che dispensasse dalla moda lussuosa di mandare gli studenti Americani all’estero per completare la propria formazione.
In questa direzione nessuno sarà più efficiente di Albino Gorno.
Poco prima di tornare in Europa Adelina Patti ricevette la richiesta di Nichols riguardo a un bravo musicista per la cattedra di pianoforte.
Sembra che la cantante abbia tergiversato non poco prima di fare il nome di Gorno, dimostrandosi poco disposta a privarsi del proprio accompagnatore.
Quando alla fine cedette, Gorno accettò la proposta ma con la clausola di poter tornare in Italia nel caso il padre si fosse ammalato.
Questa è una chiara testimonianza del legame estremamente forte che doveva esserci tra i membri della famiglia.
Nel 1882 quindi il nostro musicista approdò a Cincinnati, dove debuttò anche come esecutore di successo, un successo che non fu di certo occasionale, visti i termini entusiastici delle cronache.
La cattedra di pianoforte conferita nel 1884, sarà tenuta a lungo da Albino Gorno, fino a quando non diventerà preside dello stesso College of Music.
Nel frattempo il fratello Romeo doveva continuare a Milano, sotto la guida del padre, gli studi di pianoforte, organo e al conservatorio, armonia e violino.
Sposatosi in Italia nel 1895, negli anni subito successivi si trasferì negli Stati Uniti, avendo divorziato dalla moglie nel 1899.
In questo periodo si deve porre il suo debutto come esecutore a Cincinnati, dove si unì al fratello nella cattedra di pianoforte.
Quel che rimaneva della famiglia Gorno dovette poi riunirsi per qualche tempo negli Usa, considerato il viaggio intrapreso dalla madre e dal fratello minore di Albino e Romeo, Giacinto nel 1904.
E’ probabile che la madre sia morta negli Stati Uniti; Giacinto, invece, tornerà in Italia per sposarsi nel 1908 ma il suo rientro sarà breve, se già dal censimento del 1911 i coniugi risultano assenti e, successivamente, cancellati.
Fu proprio nel 1911 che Giacinto raggiunse i famigliari ed il trio fu completo.
Infatti Giacinto rappresenta il terzo polo musicale della famiglia Gorno: più precisamente, la voce.
Ritiratosi dal concertismo nel 1926 per dedicarsi all’insegnamento, morirà nel 1953.
Per quanto riguarda Albino, egli continuò la sua attività di insegnante e di compositore.
D’altra parte, anche come insegnante sembra che il musicista desse molta importanza all’arte di saper orchestrare il brano al pianoforte, come ripeteva agli allievi.
L’ attività di insegnamento fu quella che maggiormente ebbe peso nella sua vita: un insegnamento estremamente efficace, svincolato dai rigidi formalismi del rapporto insegnante-allievo, teso ad evidenziare le caratteristiche personali di ciascuno e a svilupparle.
Egli, infatti, chiedeva una stretta aderenza alle sue indicazioni, ma il suo insegnamento è di tale natura da non permettere, da parte dello studente, un’imitazione pedestre.
Gli allievi sono spinti ad usare il proprio cervello e non a dipendere dal suo.
Avendo lasciato da tempo l’attività concertistica anche Albino e Romeo morirono a Cincinnati: Romeo il 28 novembre 1931, Albino il 29 ottobre 1945.
Il nome dei Gorno era destinato a rimanere legato a quello della città americana ove fu loro intitolata una borsa di studio per canto e per pianoforte e, nel 1967, quando gli ormai uniti College-Conservatory of Music divennero parte dell’università, le loro biblioteche furono unite nella Gorno memorial Music Library: nel suo patrimonio, oltre a raccolte di testi didattici, musica da camera, per balletti e colonne sonore, sono presenti anche settantacinque manoscritti autografi di Albino Gorno.

 

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